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«Si discuta di occupazione giovanile, di come contrastare la disoccupazione, di quale futuro per i cassintegrati in deroga e si lasci da parte il termine licenziamento». A parlare è il deputato Udc Savino Pezzotta, sabato 29 Ottobre a Monticelli Brusati per il convegno «Giovani nuovo faro per l'Italia», organizzato dall'Unione di centro alla "Tenuta Montina".
Aprendo un giornale e ascoltando i telegiornali si viene asaliti da concetti astratti, ma che impattano profondamente con la realtà di ogni giorno: il default di uno Stato e il tasso di interesse sui titoli dello stesso. Cerchiamo di trovare delle spiegazioni... (
Sono già passati cinque anni da quella splendida serata. Sono già passati cinque anni da quando l’Udc decise di smettere di essere solo un’appendice di un centrodestra ormai da archiviare e di diventare un partito maturo e autonomo. Sono già passati cinque anni: i più difficili, impegnativi, emozionanti e importanti della nostra storia. (
Pierferdinando Casini
Una delle principali matrici di azione di questo Governo, come spiegato
Meno spesa e meno tasse, meno debito, evasione e corruzione, più crescita e coesione, più equità per donne e giovani. Sono questi gli assi portanti della contro-manovra del Terzo polo depositata ieri in commissione Bilancio al Senato sottoforma di un pacchetto di emendamenti al decreto anti-crisi, cui si accompagna una pesante bocciatura delle scelte di Berlusconi e dei suoi alleati. La proposta presentata dai vertici del Terzo Polo avrebbe come effetto una riduzione della pressione fiscale, rispetto alla proposta della maggioranza poiché intervenendo davvero sui tagli di spesa come propone il Terzo Polo, la pressione fiscale si fermerebbe al 42%.
Sulla manovra abbiamo già dato il nostro giudizio negativo, che confermeremo con il prossimo voto previsto alla Camera lunedì. Lo scopo di questo incontro di Chianciano è un altro: è quello di vedere con voi, esponenti dell’industria, della finanza e dei sindacati, se è possibile guarda un poco oltre la contingenza. La manovra era inevitabile, la si doveva fare e poteva essere l’occasione per iniziare ad affrontare alcuni nodi di fondo del nostro Paese. Serviva per iniziare a delineare l’Italia che vogliamo, per dire che vogliamo l’Italia in Europa e nel Mediterraneo



